Pubblicato in: Gioventù

Ragazzi di oggi

“…non farti prendere, da questo eterno attendere…”, cantava Luis Miguel nel 1985…io avevo 12 anni.

E in effetti i ragazzi della scorsa generazione non aspettavano, ci provavano con tutte senza pensarci troppo: belle, brutte, magre, in carne…

La scusa più gettonata era quella di chiedere l’ora: si avvicinavano sempre in coppia a meno che non fossimo da sole, e puntualmente chiedevano: “Scusate, sapete per caso che ore sono?” …quasi sempre con l’orologio al polso!

Il più delle volte venivano respinti, rimbalzati, allontanati, perché ovviamente non erano mai quelli che ci piacevano. Erano bruttini, goffi, improvvisati.

“Che stupidi!”, pensavamo, stupendoci di come potessero avere così poca fantasia…ma non ci rendevamo conto che si stavano mettendo in gioco, subivano tanti di quei rifiuti che un ragazzino, oggi, finirebbe in terapia…se non peggio.

Loro no, insistevano.

Era un gioco di ruoli: il ragazzo ci provava, la ragazza diceva di no. E se un po’ gli piaceva, diceva di no facendo capire che era anche un po’ sì…insomma, i maschi dovevano un po’ sforzarsi di interpretare i nostri timidi segnali.

Erano ragazzi che sapevano ancora corteggiare…che magari non ti aprivano la portiera della macchina come si faceva ai tempi dei nostri genitori, ma appena salivi, alla radio partiva “Ti amo” di Umberto Tozzi.

Ti mandavano mazzi di fiori, sempre con il bigliettino (spesso anonimo) o lettere…già, noi andavamo in cartoleria a comprare la carta da lettere con le buste e i fogli colorati, chissà se esistono ancora?!




Insomma, non dovevamo sforzarci tanto, né farci avanti.

Oggi invece? Che succede maschietti? Vi siete abituati a ragazze che prendono sempre più spesso l’iniziativa al posto vostro? State lì ad aspettare un messaggio o un like di conferma per paura di prendere un doloroso due di picche?

Sì, perché un like è un segnale, un po’ come quando ti facevano l’occhiolino o ti fischiavano per strada.

I social sono un filtro per i sentimenti, che non vengono più espressi facendo una figuraccia, diventando rossi come peperoni, incassando un eventuale rifiuto…ma vengono schermati da un monitor, che protegge da ogni frustrazione.

Non c’è più coraggio né imbarazzo…emozioni con diagramma piatto.

“Ho visto una bella ragazza, l’ho guardata, lei ha ricambiato…” e niente, tutto si ferma. Sarà timidezza, sarà paura…”ma sì, meglio aspettare; vediamo se mi segue su Istagram e quanti like mi mette, poi vedo!”

“Noi sappiamo in cosa credere” continuava la canzone…e lo sapevamo, sicuramente più di adesso. Credevamo nell’amore, nella favola, nel principe azzurro che ti portava via per sempre, come Richard Gere con Julia Roberts in “Pretty Woman”.

E lo credevamo perché ogni tanto arrivava davvero, alle feste con i lenti e le luci soffuse…nel seminterrato della casa di amici, lontano dagli sguardi dei genitori.

Partiva “Reality”, e con la voce suadente di Richard Sanderson in sottofondo, speravamo che lui ci invitasse a ballare e che nessuno accendesse la luce, come ne “Il tempo delle mele”.




Ragazziiiiii…dove siete? La nostra libertà e sicurezza vi hanno così tanto spaventato? Siamo troppo aggressive?

È vero, vi abbiamo usurpato anche il ruolo che fin dai tempi ancestrali era solo e soltanto vostro: quello di corteggiare e di conquistare.

Oggi le ragazze sanno quello che vogliono e se lo prendono…propongono di uscire, mandano messaggi, telefonano. I ragazzi non devono fare niente, se sono carini soprattutto.

Se ne stanno lì ad aspettare; al limite, se sono molto fortunati, gli tocca scegliere tra più opzioni. Non hanno bisogno di fare altro.

Le ragazze partono all’attacco sicure delle proprie capacità, e lo fanno anche prima di quel terribile periodo chiamato adolescenza…

Quando ero adolescente io, c’era una barriera spesso difficile da superare: il telefono fisso di casa! Lui magari stava lì dall’altra parte, ma c’era il rischio che rispondessero i genitori! Altro che foto in perizoma su Istagram, magari fosse stato così semplice!

Ora immagini e informazioni corrono veloci: parlano al posto nostro, a volte ci distruggono. Ma è semplice gettare l’esca ed è semplice anche abboccare…basta un click.

Quindi care giovani donne romantiche di altri tempi, voi che desiderereste qualcuno che vi corteggiasse un po’, che vorreste sentirvi come Audrey Hepburn in “Vacanze romane”…non c’è trippa per gatti!

Scherzo, non disperate! Qualcuno, forse, prima o poi si farà vivo…forse.

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